Filiera industriale italiana della mobilità / Mobilità individuale e leggera – Conferenza Next Generation Mobility

Filiera industriale italiana della mobilità

La filiera della componentistica ha oggi in Italia un peso economico rilevante, anche considerando che il 75% di una vettura è costituito da parti e componenti: sono circa 2.200 le imprese operanti nel settore, per un totale di oltre 164.000 addetti diretti (compresi gli operatori del ramo della subfornitura) e un fatturato complessivo di 49,2 miliardi di Euro (Fonte: Osservatorio sulla componentistica automotive italiana – Ed. 2020). Dopo la fusione FCA e PSA e il pericolo del controllo sugli acquisti da parte del ramo francese di Stellantis, le imprese di componentistica italiane stanno affrontando una serie di sfide, complesse e collegate tra di loro. Per citarne alcune: la conversione delle motorizzazioni verso l’elettrificazione (che non significa solo pure-electric ma anche ibrido), la corsa a materiali, strutturali e non, leggeri ma sostenibili, la digitalizzazione sempre più spinta e l’integrazione tra elettronica e meccanica, il definitivo tramonto del montaggio a linea a favore dell’assemblaggio modulare e la diffusione dell’additive manufacturing.

Mobilità individuale e leggera

La vera sorpresa tecnologica degli ultimi cinque anni è la micromobilità. In pochi avevano previsto la convergenza tra sistemi di alimentazione compatte, motori a magneti permanenti leggeri e potenti, sensoristica e controlli elettromicromeccanici ed elettronici a basso costo. Con il Covid-19 molte amministrazioni hanno visto nella micromobilità uno strumento gestito da privati e necessitante di un minimo di infrastrutture (due strisce sull’asfalto) per risolvere la crisi del trasporto collettivo. Sarà effettivamente un’importante risorsa solo se il mezzo verrà integrato in modo credibile in servizi centrati sull’itinerario (MaaS).

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